//Il sito del M.A.S.C.I. Reggio Calabria 4 “Mons. Giovanni Ferro” - "La giustizia di Giuseppe"
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"La giustizia di Giuseppe" Stampa E-mail



Al termine della bella esperienza vissuta dalla nostra Comunità MASCI Reggio C. 4 "Mons. G. Ferro" al Campo Estivo, svoltosi alla Base Scout di Mannoli dal 15 al 17 settembre, pubblichiamo un articolo del nostro Adulto Scout Francesco "Ciccio" Campolo.


La giustizia di Giuseppe
(Quadri di una uscita scout)

Zadic significa “giusto”
E Giuseppe era un uomo giusto. In quel tempo, non ha condannato Maria per avere accolto la vita di un Bambino ...
Le parole ebraiche che Padre Carmelo ha declinato nella notte di Mannoli, intorno al fuoco ed al termine di un sentiero di candele accese, si sono fermate come lucciole nel buio a rischiarare i pensieri del MASCI RC 4.

Tre giorni alla base hanno permesso di recuperare i ricordi dell’anno trascorso, mescolati alle esperienze, alle difficoltà, ai successi ed agli insuccessi, alle speranze ed ai programmi futuri.

La Magister ci ha proposto subito un puzzle, che abbiamo costruito, scomposto e ricostruito dopo aver scritto sul retro di ciascuna tessera una parola, una frase, una emozione, commentate al termine dell’uscita, da coloro che le avevano scritte.

La parola “Comunità” è stata la più gettonata, poi gioia, comunicazione e molte altre … Io ho scritto “respiro”, nel senso: prendere aria, allargare i polmoni, riflettere, sentire la vita …

Rajamin significa “viscere” e “tenerezza”.
L’amore viscerale, quello della madre che attende il figlio che cresce nel proprio ventre, del padre che soffre pensando alle sorti del proprio ragazzo. E’ la forma di amore più intima, quella che nasce dall’interno del corpo, che ti straccia dal di dentro e contro la quale non hai alcuna difesa. Quella di Giuseppe per Maria.

Tutti coloro che riescono a viverla ed a percepirla comprendono che la vita ha un significato più alto, che non si ferma al contatto superficiale con le persone o che resta a galleggiare spaurita sulla linea dei pensieri. E’ ciò che ci differenzia dagli animali, dalle piante, dalle rocce, ma che ci consente di comprendere il senso stesso della vita, fra le rocce e gli alberi, anche nella notte di Mannoli.

Jannun significa “benigno” o “misericordioso”.
L’Amore si manifesta in molti modi e con mille espressioni. Si rincorre sui volti delle persone e si muove furtivo nell’aria. A volte lo comprendiamo e lo afferriamo al volo. A volte lo sfuggiamo, quasi con noncuranza, come se la Sua immaterialità fosse proprio ciò che lo tiene per forza lontano. I nostri sensi, così maldestri e limitati, non ci consentono di percepire la profondità del Suo significato e, per questo, lo rimandiamo ai margini, sopravvalutando nella nostra mente ciò che è meno importante e che diventa il confine della nostra povertà.

Jesed  significa “amore gratuito”.
Chi regala sé stesso per gli altri perde sé stesso. Dimentica chi è e lo fa scientemente perché pone alla propria vita il confronto con una scala di valori, sulla quale continua a salire, senza voltarsi indietro, anteponendo il prossimo a tutto il resto, perseguendo il proprio scopo con onestà e lealtà (Emet).

 Nella veglia di Mannoli Padre Carmelo ripete più e più volte queste parole in ebraico, scritte su un cartellone che illumina con una piccola torcia, concentrato nel suo intento di spiegarci la figura di Giuseppe ed il rapporto di questi con Maria. Il suo saio bianco si muove nel chiarore del fuoco e le scintille seguono il ritmo delle sue parole.

Il senso della figura di un Assistente spirituale al MASCI, in fondo, è tutta qui: ci indica la strada, ci ricorda perché siamo lì, qual è il senso della nostra riunione, il perché che ci unisce. Richiama il senso di una Comunità che si muove nel tempo.

E quelle parole ci accompagnano nelle nostre verifiche delle attività svolte negli ultimi mesi, nei nostri pranzi, nelle nostre battutacce al pranzo trapper, nei nostri programmi futuri.

Una Comunità in cammino. Che a volte si pungola, o si critica, o storce il muso oppure ride e fa festa come pochi.

A volte gioisce, si interessa, si interroga, si sforza di ricoprire un ruolo con il proprio Cuore, nella Città ove si è formata e nel Creato ove si muove (ah già: adesso si dice antropologia, metodologia e … pubalgia, ah no, quella si indovina nel passo malfermo di alcuni giovani adulti scout impegnati nelle attività della base …).

Bene: ad un richiamo di Bruna si fa il riassunto delle prossime iniziative:

- la base Aspromonte (tutti d’accordo: è un gioiellino che va valorizzato);
- Il decennale, l’anno prossimo, della nascita di RC4;
- La mensa (ah no: la mensa è finita … che peccato … Sì ma parlo proprio io che non ci sono mai andato … e poi il mio voto vale zero … uff …);
- Reggio Non Tace e Libera e Civitas (bisognerà farsi sentire, anche alzare la voce, o il tiro, se necessario);
- La collaborazione con il Comune che ci ospita;
- Le riunioni, i convegni, gli incontri …
- Il servizioooooo …..

Eh ma quante cose … Ce la faremo a farle tutte? Noi che diventiamo anche adulti vecchietti intolleranti spigolosi fastidiosi polemici scontrosi ed anche brontoloni?

Sì ma giovanili belli simpatici affettuosi attenti premurosi ed anche giocherelloni.

Guardiamoci in faccia: siamo qui per ascoltare ed ascoltarci. Facciamolo, continuiamo a farlo.

‘Ncia putimu fari.
Dopo un bel respiro ….

Francesco Campolo
Comunità MASCI Reggio C. 4

 
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