Categoria: Articoli

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Il MASCI Calabria sui fatti di Melito P.S.

Carissimi tutti, a proposito di quanto accaduto a Melito, osserviamo che la vita della comunità civile ed in particolare quella dei giovani, è sconvolta, colpita, avvilita dal prorompente e violento affermarsi di disvalori, di stili di vita, che non solo sono estranei alla nostra cultura, alle nostre speranze, al nostro impegno per un mondo migliore, ma confliggono duramente con essi.

Crediamo che nessuno di noi sia rimasto impassibile, senza fortemente indignarsi per tanta raccapricciante brutalità e vigliaccheria…

Nell’indignazione generale e nel cercare di molti di non stare in silenzio, crediamo, ancora una volta, che la Strada Scout possa essere metodo valido per rispondere a tanto vile e perverso abuso.

La costruzione di “buoni cittadini” sviluppata nella progettualità, nel confronto e nella cooperazione tra pari e tra generazioni e culture diverse, lo spirito di servizio e la riflessività costituiscono di certo ottimi antidoti a comportamenti illegali e passivi che umiliano la persona e la società tutta.

Come Adulti Scout del MASCI, fedeli alla nostra promessa, siamo e ci sentiamo continuamente chiamati innanzitutto a con- muoverci e metterci affianco di quanti in difficoltà, in ogni circostanza.

Con questo Spirito, esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla ragazza abusata, chiedendo a Dio nelle nostre invocazioni che comunque da tutto questo male possa essere vittorioso il Bene.

Siamo altresi disponibili ad affiancare le forze sane della città di Melito Porto Salvo, in particolare Chiesa locale e associazioni scoutistiche, in progetti per la promozione di percorsi educativi sociali e culturali sani che mirino al più ampio rispetto della dignità umana.

Il MASCI Calabria

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Reggio Non Tace sui fatti di Melito P.S.

In merito al terribile episodio di violenza sessuale e psicologica che ha visto come vittima una ragazzina di Melito Porto Salvo, il movimento ReggioNonTace, che ha già partecipato al Presidio Silenzioècomplicità e che aderisce alla fiaccolata, organizzata da Libera, di venerdì 9 settembre per le strade di Melito Porto Salvo (RC), vuole esprimere la sua indignazione per la ferocia che ha caratterizzato un branco di individui che, così agendo, ha rinunciato di fatto a ciò che ci rende esseri umani.

Ancora una volta tocca assistere ad atti criminali che sembrano passare inosservati all’interno di una collettività che ha preferito non schierarsi e dove chi sapeva ha scelto l’omertà e l’indifferenza. Quanto accaduto a Melito risponde ad un atteggiamento che va condannato da una  società civile che non intende farsi intimidire dai clan ‘ndranghetisti, che hanno buon gioco grazie alla paura di tanta gente.

Sorge spontanea la domanda: come è stato possibile che un’intera comunità fatta di genitori, compagni di scuola, vicini di casa, operatori sociali, insegnanti non abbia sentito il bisogno di denunciare questa situazione orribile?

Quanto ancora si dovrà aspettare perché ogni donna e ogni uomo di questa terra martoriata si decida a lottare per la propria e l’altrui dignità? E, soprattutto, quanto tempo ancora dovrà passare prima che si affermi nella nostra terra e nel nostro paese il principio dell’inviolabilità del corpo e dell’anima di un minore che non ha gli strumenti per difendersi?

Per questo siamo e saremo vicini a questa ragazza, simbolo di tante vittime innocenti di soprusi e violenze, non solo nel chiedere giustizia, ma anche nell’ impegnarci con quanti ci credono a costruire una coscienza, una cultura e una mentalità diverse, dove non ci sia spazio per alcuna forma di razzismo e di violenza.

Movimento ReggioNonTace

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Petizione migranti del MASCI: l’eco sui media



L’iniziativa sulla petizione popolare a favore dei diritti dei migranti lanciata dal MASCI e promossa nella città di Reggio dalla nostra Comunità Reggio 4 e da  Reggio 5 ha avuto ampia eco sugli organi di informazione locali. La Gazzetta del Sud e il Quotidiano della Calabria hanno pubblicato articoli relativi alla notizia.

Ecco, inoltre, alcuni link che riportano agli articoli pubblicati su siti web di informazione:

calabriapost.net/news/item/6455-petizione-del-masci-per-il-riconoscimento-dei-diritti-ai-migranti  

ildispaccio.it/reggio-calabria/114184-reggio-il-masci-lancia-la-petizione-popolare-per-il-riconoscimento-dei-diritti-umani-degli-immigrati  

www.strill.it/citta/2016/07/reggio-masci-presenta-raccolta-firma-petizione-in-parlamento-su-riconoscimento-diritti-umani-agli-immigrati/  

E’ disponibile anche un filmato pubblicato dal sito CalabriaPost. Clicca qui per vedere il video completo.

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Lanciata la petizione del MASCI sui diritti dei migranti


   

Mercoledì 6 luglio, presso il Salone della Chiesa del Crocifisso, le Comunità MASCI RC 4 “Mons. Giovanni Ferro” e MASCI RC5, su invito del Consiglio Nazionale del M.A.S.C.I., hanno proposto alla città di Reggio Calabria una raccolta di firme per la presentazione, al Parlamento Italiano ed al Parlamento Europeo, di una Petizione popolare per il riconoscimento dei diritti umani degli immigrati.

Alla presenza dei rappresentanti delle due comunità cittadine, Giuseppe Angelone Consigliere Nazionale del Masci, ha illustrato i contenuti della Petizione,da presentareai sensi dell’art. 50 della Costituzione al Parlamento Italiano, suddivisi in sei punti: individuare corridoi umanitari sicuri per consentire il transito ai migranti vittime di guerre, persecuzioni, catastrofi e dittature garantire un’accoglienza rispettosa dei diritti della persona accelerare i tempi di identificazione e definizione delle richieste d’asilo far superare i vincoli del Regolamento di Dublino progettare veri percorsi di integrazione realizzare interventi politici/economici nelle nazioni di partenza.

Padre Bruno Mioli, dopo aver spiegato la differenza tra la protezione internazionale e quella umanitaria e confermato l’importanza di salvare tutti coloro che si trovano in situazioni di rischio, non ha esitato a portare l’adesione di tutto il Coordinamento Diocesano per i migrantiall’iniziativa ritenendola particolarmente significativa.

Bruna Mangiola, anche lei adulta scout dellanostra Comunità MASCI Reggio C. 4, ha portato l’esperienza quotidiana di accoglienza che il numeroso gruppo di volontari vive in occasione dei continui sbarchi nell’intento di alleviarne le sofferenze ed accompagnarli nella permanenza a Reggio.

L’iniziativa, oltre che costituire una preziosa occasione di riflessione e confronto con altre realtà, confessionali e laiche, nonché con singoli cittadini interessati alla problematica particolarmente avvertita nella nostra città, vuole essere un gesto concreto “Per passare dall’emozione all’azione”, grazie alla forza morale di cui può essere portatrice. Con una firma possiamoessere artefici di cambiamento!

Per non dover mai rispondere con un “Non lo so” alla domanda “Dov’è tuo fratello”, per essere custodi dei nostri fratelli migranti vittime di guerre, persecuzioni, catastrofi e dittature.

Non indugiare… serve anche la tua firma!

Per firmare ci si può rivolgere al MASCI RC4, presso la Chiesa degli Ottimati e al MASCI RC5 presso la Parrocchia della Candelora.

MASCI Reggio C. 4
 

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Corpus domini



In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Matteo – 25)

Nel giorno della festa del Corpus Domini, i corpi di Cristo scendono dondolando nel vento, appesi a delle corde, stretti in sacchi grigi di tela, bruciati dal sole.

Dentro quegli involti informi, donne, uomini e bambini dormono il sonno della morte, sorpresi da un mare tenebroso e possente, che li ha ghermiti e rapiti nella loro inerme incapacità di resistere alle onde.

Giunti nel porto, avevano guardato dall’alto del ponte della nave i loro fratelli che scendevano sulla banchina e si accoccolavano silenziosi nelle tende, preparate da coloro che, per un rapido momento, li accudivano e davano loro da mangiare e da bere, offrendo quell’affetto e quell’abbraccio che forse, da troppo tempo, non avevano ricevuto.

Negli sguardi di quelle persone si coglieva l’enorme privazione di una vita graffiata da una sorte avversa, scavata nella parte della dignità più essenziale, gravata da un peso enorme di un viaggio che non scorgeva ancora un punto di arrivo.

Sulla pelle d’ebano, si vedono i segni delle malattie e della fatica di vivere che scorrono paralleli al tracciato delle vene e smorfiano profili e muscoli, rendendo ancora più visibile il disagio di esseri umani, costretti dalla guerra e dalla paura a scappare dalle loro case e dalle loro famiglie per cercare di sopravvivere in posti lontani, fra gente che costruisce muri e dorme in letti di soffice spugna.

Sono le avanguardie di un continente in fuga, le retrovie di un esercito in disarmo, le sentinelle silenziose di un mondo sconfitto.
Fra loro, i bambini offrono e declamano insistentemente ed ostinatamente la loro innocenza, accennando sorrisi deliziosi e tristi a coloro che hanno portato giocattoli e doni, che, però, non potranno mai portare via. Li aspetta una vita difficile, spersa in qualche luogo della vecchia e sonnolenta Europa, distratta da altre incombenze opportunistiche e bieche.

Il Sacerdote e l’Imam, intanto, pregano dinanzi alle salme disposte l’una accanto all’altra sul fondo del camion della Croce Rossa, in una grande bara comune, che restituisce una immagine di una tristezza sconsolante, segno tangibile della povertà dell’uomo dei nostri tempi.

Nel vento, che si alza intanto sempre più forte, i nostri pensieri si perdono lontani.

Francesco Campolo
Comunita’ MASCI RC 4

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“Izeia è una di noi”



Sabato (7 maggio, n.d.r.) sono arrivati altri 950 immigrati a Reggio Calabria. Altri ladri, altri germi, altri criminali! Non sono queste le cose che si dicono ad ogni sbarco? E invece sono arrivate tante belle persone. Ed è arrivata Izeia. Una mia coetanea 18enne, eritrea con tre sorelline, il padre morto sparato, la madre non è riuscita ad arrivare con le figlie. A voi madri, che proprio ieri eravate in festa, chiedo com’è la vostra sensazione nello stare lontane dai vostri figli.

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“Il valore della comunità”

Pubblichiamo alcuni pensieri di Jean Vanier raccolti e inviatici da Ivana Canale, Adulta Scout della nostra Comunità MASCI RC 4. Jean Vanier è un filosofo e filantropo canadese. Fondatore di “L’Arche” e ispiratore del movimento “Foi et Lumiere” è stato membro del Pontificio Consiglio per i Laici. Ha ricevuto il Premio Templeton nel 2014.

IL VALORE DELLA COMUNITA’

“Troppe persone vivono in comunità per trovare qualcosa, per appartenere a un gruppo dinamico, per avere uno stile di vita prossimo ad un ideale. Se si entra in una comunità senza sapere che vi si entra per scoprire il mistero del perdono, se ne resta presto delusi.”

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Tricampo MASCI alla Base Aspromonte

Dall’Aspromonte nuova linfa per il Movimento*

Dal 23 al 25 aprile la base Aspromonte ha ospitato il Tricampo MASCI sulla responsabilità, la spiritualità e la comunicazione. Tre giorni intensi di attività, formazione, riflessioni comunitarie e individuali, ma anche di  divertimento e condivisione che hanno avuto come protagonisti adulti scout provenienti da Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

È da queste esperienze di incontro e formazione che il Movimento trae nuove energie e linfa vitale per proseguire il suo processo di educazione dell’adulto, artefice e protagonista della sua storia.

Alla perfetta riuscita dell’esperienza ha contribuito il servizio delle pattuglie logistica e cucina alle quali va il merito di aver gestito perfettamente le diverse fasi dell’incontro, rimediando ad eventuali intoppi e saziando i partecipanti con pietanze sopraffine.

Si torna a casa più ricchi e meno soli e con negli occhi e nel cuore il ricordo della splendida terra d’Aspromonte.

*(editoriale del numero speciale di “Strade Aperte” realizzato dagli AA.SS. frequentatori del Campo sulla Comunicazione)

(Clicca sulla foto per ingrandirla)

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Lo Scout e la Natura

Quando sono arrivato tra gli scout mi hanno affibbiato il compito meno apprezzato da ogni squadrigliere, neanche degno di un qualsiasi brevetto, il pulitore di sede. Per sovra mercato, dato che i pezzi forti e ambìti della formazione scout erano: pioniere, campeggiatore e pochi altri, il novizio ultimo arrivato era destinato a raccogliere erbe e insetti per il glorioso stipetto di squadriglia dove si tenevano le cose della Natura. (Allora avevamo nella torre del campanile una meravigliosa sede con angoli di squadriglia da fare invidia al mondo intero.)

Naturalista era, nella scala dei valori, il gradino ultimo vicino a cuciniere. Avevo trovato nel mio girovagare (siamo negli anni ’50) al seguito della squadriglia in marcia, sull’Aspromonte, tra le altre meraviglie,  anche un bel cerambicide azzurro grigiastro con punti neri, una Rosalia alpina. Una rarità preglaciale, dissi, ma nessuno mi diede retta.

E come la polvere che spazzavo via, di tutto quello che avevamo realizzato in tanti, non è rimasto che qualche piccola foto e, nel clan, una serie di scudi colorati. Non so se si sono salvati i libri d’oro tenuti dai capisquadriglia, o le cose che avevamo raccolto o i giornali murali che facevo o i canzonieri che avevamo preparato sotto la guida di Pippo Pugliatti.

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Metti un giorno con il Clan K2…

Il venerdì Santo pioveva a dirotto in Aspromonte nei paraggi del laghetto, con una temperatura di 4 gradi centigradi. La nebbia era calata fitta e impenetrabile dalle prime luci dell’alba, nascondendo la distesa d’acqua a pochi metri da noi. La nostra meta era l’ “Acqua del monaco”, situata all’interno del bosco.

Padre Sergio Sala  s.j., assistente spirituale dei ragazzi, ha dato le tracce dei momenti di deserto da vivere sulla strada, suggerendo di immedesimarci nei panni del Cristo che sale portando la Croce sul  Golgota, di entrare dentro i  pensieri, le angosce e la solitudine di quei momenti.

L’odore della terra bagnata era intensissimo e la fragranza di bosco penetrava piacevolmente dentro i polmoni.

All’improvviso, per farmi coraggio, un pensiero si fa strada nella mia mente: l’acqua è il nostro elemento naturale per nove mesi nel grembo materno, perché dovremmo averne disturbo?  Era ovunque: davanti, di dietro, di sopra, di sotto e io, con un cappellino estivo dell’uniforme di tela leggera a falde larghe, prestatomi dal pio Giovanni, facevo la mia comica figura.

I ragazzi, infinitamente piccoli nella loro umanità, hanno fatto del loro meglio guadando fiumi d’acqua, percorrendo   terreni scivolosi, andando al passo del più lento.

La strada come metafora della vita! La meta si conquista con sacrificio, volontà, gioia e anche con un pizzico di follia che non è mai fuori posto, anche se più volte sei tentato di mollare  perché  il peso è troppo gravoso.

Alla fonte, dopo esserci fermati pochi minuti, sulla strada del ritorno ci ha fatto compagnia la frase di Gesù sulla Croce  “Padre nelle Tue mani consegno il Mio Spirito” che come un mantra abbiamo ripetuto dentro di noi. Sergio aveva garantito che nelle nostre cocuzze qualcosa ci sarebbe tornato…. E devo dire che alla fine, personalmente, ho avuto maggiore consapevolezza della Salvezza che passa attraverso il Mistero della Croce.

All’arrivo, stanchi ma felici, abbiamo fatto ritorno in città facendo  tappa  alla nostra Base Aspromonte a Mannoli per una breve visita.

Grazie ragazzi per avermi dato un’occasione unica che mi mancava da tanto tempo: quella di condividere un tratto di strada con fratelli scout riassaporando quelle sensazioni e quella magia che soltanto lo scoutismo possono offrire.

Aspromonte, 25 marzo 2016

Gregorio Costantino, Magister MASCI RC 4
insieme con Clan “K2”, Gruppo AGESCI Napoli 14